Aggiornamenti sulla Peste Suina Africana
Durante le scorse settimane, abbiamo avuto modo di incontrarci con esponenti e responsabili della nostra Asl veterinaria locale, in relazione all’espandersi anche in Toscana della Peste Suina Africana.
La zona di Pisa e di Ippoasi non si trova ancora in area di restrizione, (aree a differente livello di rischio che vanno da zone senza casi di virus, fino ad arrivare a quelle infette) ma non sappiamo dire quando e se questo cambierà, e siamo state allertate di doverci adeguare ulteriormente alle normative vigenti in materia.
Già a partire dal 2022, Ippoasi si era adeguata alle richieste di biosicurezza, e avevamo costruito in poco meno di un mese una doppia recinzione perimetrale, un’area filtro e cominciato ad agire con minuziosa dedizione e attenzione ogni misura di sanificazione atta al contrasto di possibili contagi dall’esterno.
A seguito dell’ultimo colloquio, però, sono arrivate notizie sconsolanti e deludenti.
Ci è stato imposto l’obbligo di separare i suini dal resto degli animali del rifugio.
A nostro avviso, e non solo, ovviamente la misura di cui sopra è assolutamente irragionevole, inutile ai fini del contrasto del contagio, bensì funzionale al mantenimento in essere dell’industria dell’allevamento suinicolo, della caccia al cinghiale come unica possibilità per fermare il propagarsi dell’epidemia.
I rifugi come il nostro, però, non hanno nulla a che vedere con tutto questo: la sola esistenza di Ippoasi mette in discussione lo sfruttamento e la reificazione dei corpi animali come prassi accettabile e senza alternativa.
Come spesso accade, veniamo equiparati agli allevamenti quando c’è da pretendere l’adempimento di misure incommentabili e inutili in uno spazio che cura fieramente corpi improduttivi. Non possiamo disporre, però, di sussidi statali e regionali che invece vengono erogati al fine di aiutare gli allevamenti a coprire le spese per le misure di biosicurezza.
Per chi abita Ippoasi la vita sarà temporaneamente stravolta.
Per noi, sarà un onere enorme totalmente straordinario rispetto ai piani già estremamente pieni.
Il rifugio per come lo conosciamo cambierà: i maiali e cinghiali dovranno essere separati dal resto degli animali del rifugio.
Entro un mese circa dovremo costruire una nuova doppia recinzione interna al grande recinto di circa 85 metri, comprare un prefabbricato apposta che diventerà la nuova area filtro posizionata tra lazzaretto e pappa maiali.
Nella zona maiali nessuna persona umana o non potrà accedere, se non una preposta di noi. Dovremo spostare tutto il villaggio dei maiali nella nuova zona maiali.
Dovremo spendere circa 10.000 euro extra, forse di più.
Vogliamo adempire a questi obblighi entro brevissimo, non perché crediamo siano giusti ma perché è l’unico modo per assicurare la vita ai maiali e ai cinghiali.
In queste settimane pubblicheremo video, aggiornamenti, faremo giornate di lavori.
Serviranno aiuti e donazioni: non abbiamo paura, ma abbiamo bisogno di voi.
Non lasciarci sole: segui gli aggiornamenti e partecipa alla costruzione di una sicurezza per cinghiali e maiali
Abbiamo poco tempo e tante incombenze.
Sostienici supportandoci con una donazione o adotta uno dei maiali e cinghiali a distanza.
Grazie di cuore!