Passare tempo da noi, per vedere il bene

Lo diciamo sempre, proprio durante gli eventi pubblici ad Ippoasi: a tenere vivi i rifugi non sono solo gli animali che li abitano, ma anche le persone umane che li attraversano, come parte integrante e attiva di una comunità pulsante oltre i confini di specie.

I rifugi antispecisti sono vivi grazie a chi sceglie di varcarne i cancelli e di partecipare alla quotidianità straordinaria ed eccezionale di spazi che producono utopia e fanno dell’improduttività animale il proprio vessillo.

Scegliamo di impegnarci con tutte noi stesse nella costruzione delle occasioni di apertura perché siamo da anni testimoni del valore enorme che hanno, come momenti di catalizzazione e incontro, di condivisione, di comunione, ma anche di leggerezza, di spensieratezza: squarci su un mondo che vorremmo, in cui tirare un sospiro di sollievo e sentirsi al sicuro possa divenire quasi scontato, qualche cosa per cui non dover lottare e affannarsi costantemente.

Ippoasi si sostiene e si nutre di queste giornate, delle voci, della musica, degli schiamazzi, degli sguardi curiosi, delle lacrime, delle risate, dei sospiri.

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Come ogni anno, la primavera si fa fitta di eventi, visite e occasioni di apertura al mondo: con lo scorso week end si è concluso un primo ciclo che ci ha viste lavorare sodo durante le festività programmate e non solo.

A partire da marzo abbiamo riaperto le porte del rifugio, festeggiando i tre anni di Libreria Itinerante, progetto in divenire e in cui stiamo investendo molte energie e sogni per il futuro.

Grazie alla passione di Cucina Ippoasi, il nostro collettivo autogestito di cucina vegan e benefit, abbiamo preparato cibo a base vegetale finanziando i nostri due rifugi per diverse centinaia di persone

Nutrirsi è una necessità ed è a tutti gli effetti un atto politico troppo potente e sovversivo.

Nutrirsi in un rifugio, durante una festa costretta e comandata come la Pasquetta, o in una giornata indimenticabile come il 25 aprile, può diventare coronamento. Euforia.

Gli eventi ad Ippoasi sono frutto di sforzo collettivo e di lavoro volontario, come sempre. Durante le visite guidate raccontiamo le storie degli animali mentre loro ci passeggiano attorno, con serafica pacatezza. Dinanzi ai gruppi in osservazione si dipana la vita come potrebbe essere, se le permettessimo di fluire senza costantemente violarla. Ci muoviamo nel grande recinto come un corpo unico, accompagnate dalla voce di chi guida e scortate da Cisco e dalle altre capre curiose e invadenti che non ci lasciano fino al rientro.

Le storie degli animali rifugiati sono prepotenti, scuotono e lasciano dei piccoli solchi che forse si faranno più profondi. Scaveranno, condurranno a qualcosa.

Questi sono gli spazi della possibilità: luoghi nei quali si passeggia con gentilezza al fianco di mandrie di cavalli, bovine, maiali, pecore, capre liberate da giogo e abuso, ci si nutre fianco a fianco come alle sagre dove usualmente è prassi servire i corpi smembrati di quegli stessi di cui sopra, e magari si ascolta a seguire la presentazione di un libro che affronta questioni talmente prioritarie da divenire impellenti.

Sono gli interstizi in cui si approda dalla città per raccontarsi in momenti di autocoscienza, per praticare la cura in laboratori creativi o di arteterapia di gruppo, in cui si presentano progetti che hanno a che fare con il mutuo aiuto, la psicologia, le relazioni, la salute mentale e il rapporto con il trauma e il burnout.

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In “We Animals” Jo- Anne Mc Arthur racconta della sua necessità di tornare, ogni volta che conclude la consegna di un lavoro e che ne ha la possibilità, a Farm Sanctuary, per riprendersi dopo lo scontro con tutte le sfumature più terrificanti dello sfruttamento degli animali.

<<Vieni a passare qualche tempo da noi. Hai bisogno di vedere il bene, e il bene è qui.>> le ha ammonito Susie Coston, responsabile del Farm Sanctuary National Center, ormai probabilmente più di dodici anni fa.

Il bene è ancora qui.

Da lontano arrivano persone e trovano al rifugio un porto sicuro, a cui accedere per ingurgitare bellezza con gli occhi, o perlomeno questo è quello che ci piace credere.

Non perdere i prossimi eventi ad Ippoasi

 

Seguici sui nostri canali social, per non mancare a nessuna data di apertura del rifugio.

Grazie di cuore!

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