Le visionarie
Non capita spesso che utilizziamo questo spazio per la recensione di un libro. In questo caso abbiamo deciso di non tagliare ciò che risultava troppo lungo per le logiche dei social, riconfermando questo spazio come un luogo dove poter raccontare cosa succede dentro e fuori il rifugio senza dover necessariamente sottostare alla mano invisibile dell’algoritmo.
Scioccanti, spezzacuore, angoscianti, ghermenti, allucinati, appassionanti sono alcuni aggettivi che userei per descrivere i racconti contenuti in “Le visionarie”.
I fili conduttori della raccolta sono il fantastico e i femminismi, declinati secondo la spinta creativa di 29 autrici. Dato l’orizzonte amplissimo che le due categorie possono tracciare, e che i racconti sono emersi tra vari libri e riviste nell’arco degli ultimi quattro decenni, ci potrebbe aspettare di vedersi scorrere sotto gli occhi una selezione a ventaglio non riconducibile a un filo conduttore identificabile. Invece, parola dopo parola, pagina dopo pagina, non ci si può esimere dal percepire una stessa tensione che anima racconti tra loro diversissimi, la tensione scaturita dal divario soverchiante e strutturale che esiste tra i generi all’interno della nostra società. Questo divario viene stravolto, ribaltato, metamorfato, spogliato, sezionato, eviscerato, sottolineato, nei diversi sviluppi narrativi, finendo per essere poi palesato nella realtà che viviamo quotidianamente: è davvero impossibile non rileggere sé stesse in alcuni dei racconti, credo, a prescindere dal genere e dalla socializzazione di appartenenza.
Molti di questi racconti mi hanno stravolta, figurativamente rivoltata come un guanto, e ancora mi soffermo a pensare molto spesso sulla sensazione che mi hanno lasciato. Non sono tanto una da racconti, leggo più volentieri i saggi, che con la loro struttura chiara, identificabile, programmatica tracciano davanti a sé una strada che li definisce: dritta, chiara, identificabile. La strada tracciata da questi racconti è tortuosa. Molti di questa selezione sono a tratti enigmatici, ci mettono di fronte alle nostre mancanze, ai destini che possono essere tracciati per noi, alcuni estremamente inquietanti. Si muovono sotto la pelle, scavano anfratti e cunicoli che arrivano a sfiorare parti di noi che a volte preferiremmo lasciar stare, ma che non dovremmo lasciar stare, finendo per lasciare impressa un’urgenza di azione, di ribaltamento, e di rivoluzione sociale e personale, che la maggior parte dei saggi fatica a imprimere tanto vividamente.
La selezione delle autrici si appoggia a nomi di sicuro effetto (come Ursula K. Le Guin, Leonora Carrington, Octavia E. Butler) proponendo anche diverse autrici meno altisonanti (o quantomeno da me personalmente sconosciute) ma con all’attivo diversi lavori nella narrativa fantastica.
Le traduzioni sono validissime e donano ad ogni racconto una struttura estremamente godibile.
È un libro che già ora ho la certezza rileggerò.
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