Addio, piccola dolceAnastasia

Anastasia è sempre stata una presenza perpetua e silenziosa, ha abitato questo luogo come rifugiata da molto prima di molte di noi, arrivata dalla prigionia forzata ma consueta che subiscono molte delle sue simili. Fatta nascere e tenuta in vita allo scopo di deporre uova, da consumare e da vendere, nel 2015 è stata portata ad Ippoasi da un ragazzo che, svolgendo ore di lavori di pubblica utilità, ha cominciato ad interrogarsi pratiche a cui aveva da sempre assistito passivamente nel piccolo allevamento familiare gestito dal nonno.

I rifugi sono i luoghi della potenza trasformativa e dell’esempio virtuoso e rivoluzionario. La rivoluzione, in questi nostri spazi, da personale si fa sempre politica – non coinvolge solo noi, ma travolge tutto.

Anastasia è stata liberata dal giogo e si è riappropriata di un corpicino nato per essere solo suo, colorato e lucente, imparando chi fosse giorno dopo giorno, attraverso le piccole e grandiose esperienze quotidiane nel pollaio, attraverso l’incontro e la misura con gli altri abitanti.

Ha goduto di piogge incessanti che hanno allagato Ippoasi, di un sole estenuante che non l’ha messa particolarmente in difficoltà, ha messo in riga un po’ tutte e ha imparato a fidarsi di noi senza mai elargire troppo confidenza fisica a nessuno.

una papera illuminata dai raggi del sole guarda in camera

Anastasia è un pilastro eterno, un’anima delicata ma furente, ed è morta. Non c’è più, non abita più il pollaio ma è dappertutto; sta nelle nostre risate, nei nostri ricordi condivisi, nelle scelte che abbiamo preso per renderle la vita migliore, nei buoni propositi degli anni passati e che verranno, è nella sua casetta di legno, nella paglia che marcisce giorno dopo giorno nel grande giaciglio, è nel tempo che scorre; che è passato, è nei nostri incontri e negli addii, resta con noi, resta con il suo sguardo nero e attento, è nella nostra ostinazione e nella decisione che abbiamo preso di appartenere alla sua stessa casa, che è questo rifugio.

La morte non è niente e noi ogni volta lo ricordiamo di nuovo.Grazie a Paola Re che da tantissimi anni la sostiene e sostiene Ippoasi con affetto e amicizia rare. ❤️

Buon viaggio, piccola grande Anastasia.

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