La storia di Cassy e Clarissa, galline ribelli
Ad Ippoasi sono approdate due nuove rifugiate: le galline ovaiole Cassy e Clarissa.
Come spesso accade, anche le persone più piccole e apparentemente più insignificanti lottano strenuamente per liberarsi dall’oppressione e dal giogo a cui sono state destinate contro la loro volontà .
La maggior parte di questi tentativi sono all’ordine del giorno ma non arrivano mai allo sguardo pubblico e collettivo: vengono nascosti, celati, ridotti ad “incidenti”, ridicolizzati.
Dare loro spazio e riconoscerne l’enorme portata significherebbe ammettere che siamo di fronte a corpi resistenti, disperatamente in cerca di libertà .
L’invisibilizzazione dei corpi rotti, ma prepotentemente vivi, degli altri animali diviene quindi strategia.
Per questo crediamo che sia fondamentale dare spazio ai corpi degli animali tutti. Prenderci il tempo per scrivere le loro storie, per raccontarle e condividerle, per renderle monito e urgenza collettiva.
Clarissa si è liberata fuggendo dal pollaio “contadino”, di quelli che vengono spesso romanticizzati come valida alternativa agli allevamenti industriali e intensivi. Con tutto il suo ingegno e la sua ostinazione è scappata dal suo stesso destino, finendo investita da un’auto per la strada ma trovando solidarietà e approdando ad Ippoasi.
Cassy, invece, è evasa da una fattoria didattica, altro luogo di sfruttamento beatificato dove si paga per disporre del tempo e dei corpi degli altri animali, solo a scopo di “intrattenimento“. Non ha perso tempo e si è lanciata verso la sua stessa libertà . Oggi entrambe vivono ad Ippoasi, e sarà per sempre 💕
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